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Fino a qui abbiamo supposto un unico tasso d’interesse. Nel mercato reale, però, il tasso dipende dalla scadenza: prestare per un anno o per dieci non rende lo stesso. La «struttura a termine dei tassi» descrive proprio come il tasso varia con la durata. In questo modulo introduciamo il mercato ideale, i contratti a pronti e a termine, e la relazione di coerenza che lega i tassi delle diverse scadenze in assenza di arbitraggi.
1. Le ipotesi del mercato ideale
Per studiare i tassi in modo pulito si parte da un mercato ideale, cioè un insieme di ipotesi semplificatrici che isolano i meccanismi essenziali. Non sono del tutto realistiche, ma sono il punto di partenza standard: i risultati che ne derivano valgono, in buona approssimazione, anche nei mercati reali ben funzionanti.
- Assenza di attriti: non ci sono costi di transazione né imposte.
- Vendite allo scoperto consentite: si possono detenere quote negative di titoli (short selling).
- Assenza di rischio di insolvenza: i contratti vengono sicuramente onorati.
- Divisibilità: i titoli sono infinitamente divisibili (nessun taglio minimo o massimo).
- Operatori razionali: tutti preferiscono, a parità di condizioni, la somma maggiore (massimizzano il profitto).
- Concorrenza perfetta: nessun operatore, con le proprie operazioni, può influenzare i prezzi (tutti sono price taker).
- Assenza di arbitraggi: non è possibile ottenere un profitto certo senza alcun rischio e senza alcun esborso.
L’ultima ipotesi è la più importante: è il principio di non arbitraggio. Insieme alla concorrenza perfetta, implica la legge dell’unico prezzo: due operazioni che producono gli stessi flussi futuri devono avere oggi lo stesso prezzo. Se così non fosse, si potrebbe comprare la più economica e vendere la più cara, incassando un profitto certo a costo zero — cosa che gli operatori sfrutterebbero immediatamente, riportando i prezzi in linea.
2. Contratti a pronti e a termine
Nel mercato consideriamo due tipi di operazione, che si distinguono per quando avviene lo scambio.
Operazione a pronti (spot): conclusa in \(t_0\), prevede lo scambio di un importo \(x_0\) in \(t_0\) con un importo \(x_n\) in \(t_n\). Lo scambio inizia subito. In forma vettoriale: \[ (x_0,\,x_n)\,/\,(t_0,\,t_n). \]
Operazione a termine (forward): conclusa oggi in \(t_0\), prevede lo scambio di un importo \(x_h\) in \(t_h\) con un importo \(x_n\) in \(t_n\), con \(t_0 \lt t_h \lt t_n\). In \(t_0\) non c’è scambio di denaro: si fissa soltanto l’accordo. In forma vettoriale: \[ (0,\,x_h,\,x_n)\,/\,(t_0,\,t_h,\,t_n). \]
Correzione Nella vecchia pagina la definizione di operazione a termine indicava il primo importo «in \(t_n\)»: è un refuso. Il primo scambio avviene in \(t_h\) (lo conferma lo schema vettoriale, con scadenze \(t_0,t_h,t_n\)).
La differenza è tutta nel momento dello scambio: a pronti si parte oggi; a termine ci si accorda oggi su un’operazione che partirà in una data futura \(t_h\). Il contratto a termine serve, ad esempio, a fissare oggi il tasso a cui si investirà o ci si finanzierà domani.
3. Tassi d’interesse a pronti (spot)
Lo strumento di base è lo zero-coupon bond (ZCB): un titolo che paga un solo importo \(x_n\) alla scadenza \(t_n\) e costa oggi \(x_0\). Acquistandolo, l’investitore capitalizza le proprie risorse secondo il fattore
Per convenzione adottiamo l’interesse composto, così il fattore di capitalizzazione si lega al tasso a pronti (o tasso spot) \(i(t_0,t_n)\) su base annua, dove l’esponente è la durata \(t_n-t_0\):
Disponendo di ZCB per varie scadenze si calcolano i tassi spot per le diverse durate; collegandoli si ottiene la curva dei tassi a pronti, cioè la struttura per scadenza. Si definisce infine il tasso istantaneo a pronti come intensità (forza d’interesse) media sul periodo:
4. Tassi a termine e relazione di coerenza
Indichiamo con \(r(t_0,t_h,t_n)\) il fattore di un contratto a termine: la somma che si riceve in \(t_n\) pagando 1 in \(t_h\), in base all’accordo stipulato oggi in \(t_0\). La domanda è: che relazione c’è tra i tassi a pronti e quelli a termine? La risposta viene dal non arbitraggio.
Confrontiamo due strategie per portare un capitale da \(t_0\) a \(t_n\): (a) un unico ZCB da \(t_0\) a \(t_n\); (b) un ZCB da \(t_0\) a \(t_h\), e poi — tramite un contratto a termine fissato oggi — reinvestire da \(t_h\) a \(t_n\). Producono lo stesso risultato finale: per la legge dell’unico prezzo devono allora valere lo stesso. Questa è la relazione di coerenza:
È, in sostanza, la scindibilità del modulo precedente, trasferita dal singolo investitore al mercato dei capitali. Da essa si ricava direttamente il fattore a termine come rapporto tra due fattori a pronti:
Il tasso \(i(t_0,t_h,t_n)\) prende il nome di tasso a termine (o tasso forward): è il tasso, valutato oggi in \(t_0\), relativo al periodo futuro che va da \(t_h\) a \(t_n\). Analogamente si definisce il tasso istantaneo a termine \(h(t_0,t_h,t_n)=\frac{1}{t_n-t_h}\ln r(t_0,t_h,t_n)\).
In sintesi
La relazione di coerenza dice che il tasso a termine è già «contenuto» nei tassi a pronti: conoscendo la curva spot, i tassi forward sono determinati. Non c’è libertà di prezzo: se un contratto a termine fosse quotato diversamente, si aprirebbe un arbitraggio.
5. Struttura piatta dei tassi
Un caso particolare importante è quello in cui i tassi spot sono tutti uguali, indipendentemente dalla scadenza. Allora anche i tassi a termine sono costanti e pari allo stesso valore: la curva dei tassi a pronti è una retta orizzontale. Si parla di struttura piatta dei tassi. È la situazione in cui esiste, in ogni istante, un unico «tasso di mercato» valido per qualunque durata: è l’ipotesi semplificatrice che useremo, ad esempio, nello studio della duration.
6. Che cosa succede se la coerenza è violata: l’arbitraggio
Supponiamo che la relazione di coerenza non valga, ad esempio perché lo ZCB diretto fino a \(t_n\) è quotato troppo caro:
Allora si può costruire un arbitraggio, cioè un profitto certo senza esborso né rischio: si vende lo strumento sopravvalutato (il diritto a 1 euro in \(t_n\) comprato direttamente) e si compra il sintetico equivalente (lo ZCB fino a \(t_h\) più il contratto a termine da \(t_h\) a \(t_n\)). Seguiamo i flussi di cassa ai tre istanti (segno positivo = entra, negativo = esce):
| Operazione | in \(t_0\) | in \(t_h\) | in \(t_n\) |
|---|---|---|---|
| Vendo lo ZCB diretto \(t_0\!\to\!t_n\) | \(+\,v(t_0,t_n)\) | \(0\) | \(-1\) |
| Compro il sintetico (\(t_0\!\to\!t_h\) + termine \(t_h\!\to\!t_n\)) | \(-\,v(t_0,t_h)\,v(t_0,t_h,t_n)\) | \(0\) | \(+1\) |
| Saldo | \(v(t_0,t_n)-v(t_0,t_h)\,v(t_0,t_h,t_n) \gt 0\) | \(0\) | \(0\) |
7. Esercizi
- Uno ZCB biennale costa oggi \(x_0=90\) e rimborsa \(x_n=100\) tra 2 anni. Calcolare il fattore a pronti \(r(0,2)\) e il tasso spot annuo \(i(0,2)\).
- Siano \(i(0,1)=3\%\) e \(i(0,2)=4\%\) i tassi spot a uno e due anni. Ricavare il tasso a termine \(i(0,1,2)\) (il tasso forward sul secondo anno) dalla relazione di coerenza.
- In una struttura piatta al \(5\%\), quanto vale il tasso a termine relativo al periodo dal terzo al quinto anno? Giustificare la risposta.
- Verificare che, se \(v(t_0,t_n)=v(t_0,t_h)\,v(t_0,t_h,t_n)\), il saldo della strategia della tabella è nullo a tutti e tre gli istanti (nessun arbitraggio).
Suggerimento per l’esercizio 2
\(r(0,2)=r(0,1)\,r(0,1,2)\), con \(r(0,1)=1{,}03\) e \(r(0,2)=1{,}04^{2}\). Quindi \(r(0,1,2)=1{,}04^{2}/1{,}03\) e \(i(0,1,2)=r(0,1,2)-1\) (durata di un anno).
