Dal percorso con Emilia Fares al progetto FLOW: una riflessione su AI, autonomia e accessibilità nelle STEM.
Il 28 maggio 2026 Università Inclusiva ETS ha partecipato al convegno ArtAbility 2026, ospitato presso l’Auditorium di Palazzo de’ Mayo a Chieti, con un intervento di Filippo Petroni dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, accessibilità e discipline STEM.
Il titolo dell’intervento, “Arte, AI e Accessibilità nelle STEM: dall’inclusione accademica alla riabilitazione cognitiva e sociale”, racchiudeva una domanda centrale: come può la tecnologia diventare uno strumento per restituire autonomia, conoscenza e possibilità di partecipazione?

Il racconto è partito da un’esperienza personale. Anni fa, durante l’attività didattica universitaria, Filippo Petroni ha incontrato Emilia Fares, allora studentessa e oggi vicepresidente di Università Inclusiva ETS. Da quell’incontro è nata una domanda semplice, ma decisiva: come si insegna matematica a chi non può vedere formule, grafici e diagrammi?
La risposta, nel tempo, ha cambiato prospettiva. Il problema non era la matematica. E non erano le capacità della studentessa. Emilia aveva le stesse capacità di ragionamento astratto, intuizione e creatività richieste a qualsiasi altro studente universitario. Le barriere erano altrove: nei materiali didattici, nei PDF non accessibili, nelle formule non leggibili dagli screen reader, nei grafici privi di descrizione.

Da questa consapevolezza è nato un percorso condiviso. Una difficoltà didattica si è trasformata in una ricerca più ampia sull’accessibilità delle STEM e, successivamente, nella nascita di Università Inclusiva ETS. L’obiettivo dell’associazione è rendere accessibili le discipline scientifiche non attraverso semplificazioni, ma attraverso strumenti concreti che permettano a tutti di accedere agli stessi contenuti.
Durante l’intervento è emerso anche un tema particolarmente vicino allo spirito di ArtAbility: il rapporto tra matematica e creatività. La matematica viene spesso percepita come una disciplina fredda e tecnica, ma in realtà è immaginazione, intuizione, costruzione di connessioni invisibili. In questo senso, matematica e arte sono più vicine di quanto sembri: entrambe permettono di interpretare il mondo e di generare nuove forme di comprensione.
Il cuore tecnologico dell’intervento è stato dedicato a FLOW, il progetto sviluppato da Università Inclusiva per trasformare il tradizionale PDF scientifico in un ambiente accessibile, navigabile e interattivo. L’idea è superare il documento statico e costruire uno spazio in cui lo studente possa dialogare con il contenuto.
Con FLOW, un articolo scientifico può diventare una risorsa interrogabile. Lo studente può chiedere di descrivere un grafico, spiegare una formula, riassumere un passaggio o chiarire il significato di un risultato. In questo modo l’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia di supporto, ma diventa uno strumento di accesso reale alla conoscenza.
Naturalmente, l’AI non è automaticamente inclusiva. Questo è stato uno dei messaggi centrali dell’intervento. Per essere davvero utile, deve essere progettata insieme agli utenti, rispettare i principi dell’accessibilità e mettere al centro l’autonomia delle persone.
Guardando al futuro, tecnologie come gli smart glasses, gli assistenti vocali multimodali e i sistemi AI in tempo reale aprono scenari nuovi. Uno studente potrebbe ricevere descrizioni vocali di una lavagna, interpretazioni di un grafico o spiegazioni contestuali durante una lezione. L’accessibilità diventerebbe così sempre più continua, interattiva e integrata nella vita quotidiana.
In un convegno dedicato all’arte e alla riabilitazione, il contributo di Università Inclusiva ha voluto portare una prospettiva complementare: anche l’accesso alla conoscenza scientifica è parte della qualità della vita. Poter studiare, capire, esplorare e creare significa poter partecipare pienamente alla società.
Per questo il vero obiettivo non è la tecnologia in sé. Il vero obiettivo è l’autonomia. L’accessibilità non consiste nell’adattare le persone a sistemi progettati senza di loro, ma nel trasformare quei sistemi perché nessuno resti escluso.
Università Inclusiva ETS ringrazia gli organizzatori di ArtAbility 2026 per l’invito e per aver creato uno spazio di confronto così ricco sul rapporto tra creatività, inclusione e innovazione.
Il percorso continua con una convinzione semplice: il talento spesso c’è già. Dobbiamo solo smettere di costruire barriere inutili.



